Mar 28

Stanislavskij

Kostantin S. Stanislavskij

Kostantin S. Stanislavskij

Il metodo sulle azioni fisiche è la perla più preziosa di tutta la ricerca di Stanislawskij
(J. Grotowski) 

La RICERCA
Dominic De Fazio - varie fasi di studio e lavoro. Roma, Milano e Longiano (anni ‘70/‘90)
John Strasberg - messa in scena del racconto “Caccia Tragica” di Anton Cechov. Milano, Teatro Verdi ‘88
Jerzy Stuhr - “I Fantasmi di Shakespeare”, frammenti da Amleto, Macbeth e La Tempesta. Milano, Teatro Verdi ’89

Loredana Butti fonda Primostudio nella primavera dell’89, in omaggio al Primo Studio di Stanislavskij, l’esperimento da lui condotto con gli attori della sua compagnia per sviluppare l’immaginazione e l’attenzione attraverso esercizi ludici.

Il nome ha in sé l’idea di auspicio, divenire, apertura, la stessa che portò il maestro russo a dire: “Ho vissuto una vita veramente varia e multiforme, nel corso della quale ho dovuto cambiare più di una volta le mie idee fondamentali”.

Dopo Primo Studio Stanislavskij fondò altri studi per proseguire la sua ricerca, slegato dalle logiche produttive del Teatro d’Arte di Mosca, e ne affidò la direzione ai suoi allievi più dotati, fra cui Mejerchol’d e Vachtangov.

Ma è stata l’adozione da parte di Lee Strasberg all’Actors Studio che lo ha fatto passare alla storia. Le tre fasi del suo lavoro, che si intrecciano e si sovrappongono, sono: la messa a punto dei meccanismi psicofisici, la ricerca delle affinità e incompatibilità fra personaggio/attore e la “reviviscenza” o ricostruzione interiore del personaggio.

A tutto questo si aggiunge, nell’ultima fase della sua vita, il lavoro sulle azioni fisiche, con le sue sollecitazioni esterne da cui si può ottenere una dimensione creativa, irraggiungibile attraverso il solo lavoro psicologico.

La sua passione per l’arte lo spinse a organizzare vari gruppi , fra cui nel 1888 la “Società di arte e letteratura” dove si cimentò nella messa in scena di classici come Shakespeare e Schiller.

I suoi principi erano molto precisi: lotta violenta contro il malcostume teatrale, contro l’approssimazione delle messinscene, dominate quasi sempre dall’invadenza dei primi attori. Sostituì tutto questo con lunghe prove a tavolino, analisi dettagliata delle battute e dei personaggi, presenza dello scenografo sin dall’inizio delle prove.

Finanziatori dell’impresa furono in un primo momento alcuni industriali e quando ci fu un unico padrone del teatro, questi riuscì a far sentire la sua volontà sia nella composizione della compagnia, sia nella scelta del repertorio.