Mar 28

Segni e scatti

  
 
Figlia d’arte, Loredana Butti sperimenta il suo rapporto con l’obiettivo fotografico, attraverso la POSA, è modella prediletta del padre Renato Butti che la ritrae sin da bambina con l’eterno invito a sorridere. Lei scalpita, mostra impazienza e inquietudine.
Col tempo scopre che l’anima - anche se nascosta da smorfie e atteggiamenti di difesa o attacco - ha il magico potere di PASSARE ATTRAVERSO.
Con l’età matura passa dietro l’obiettivo, e memore del disagio sofferto, non inquadra esseri umani, ma sceglie di scrutare e sondare il loro immenso ambiente, le linee, i colori, le suggestioni che emanano.
La fotografia la attrae per la sua contraddittoria fedeltà al VERO, per quel gesto che compone l’inquadratura, basato sul LEVARE, sullo scegliere cosa gettare e cosa trattenere e quindi metterlo IN LUCE.
Nonostante gli assidui insegnamenti paterni, non mostra nessun interesse per la parte tecnica, è proprio questo tratto che la spinge negli ultimi anni ad abbandonare le macchine fotografiche per affidarsi al minuscolo FONDO DI BOTTIGLIA in dotazione del suo telefonino.
Gli scatti diventano un QUADERNO DI BORSO, appunti di vita e di lavoro che talvolta si trasformano in dipinto, altre in frammento drammaturgico.