Reti e Riti
RETI E RITI

Da tempo Loredana Butti è impegnata con riprese video a bordo dei pescherecci della flotta di Caorlotta, realizzando in mare e sulla terraferma una trentina di ore di girato.
Caorle è un antico villaggio di pescatori sito nel Golfo Veneto, sorge a ridosso di Petronia, la città romana inghiottita dal mare, al centro del paese c’è una cattedrale del XI secolo di rara bellezza, a est si snoda una particolarissima laguna con valli incontaminate, attraverso una fitta rete di canali si raggiunge Venezia in meno di un’ora, è un’amena stazione balneare e nonostante tutto ciò rimane un angolo remoto e i suoi abitanti conservano la fama di isolani. Grazie al suo fondale lagunoso è una delle zone più pescose del Mediterraneo.
I vecchi pescatori che sorseggiano “ombre” al bar del porto, sostengono che l’uomo sta distruggendo questa immensa ricchezza naturale con un incontrollato sfruttamento del mare. I pescatori che escono con le loro barche dalle due di mattina sino alle otto di sera, si lamentano delle nuove leggi restrittive che impongono adeguamenti agli altri paesi europei. I loro figli non seguiranno le orme paterne, attratti dai più facili guadagni che offre l’industria del turismo.
Tutto questo mette a rischio la millenaria tradizione della pesca, che sarà presto sostituita dagli allevamenti ittici, incentivati economicamente dallo Stato.
Lavorando su questo immenso materiale è nata l’idea di proporre una mostra multimediale a carattere itinerante per svelare il bello e il brutto di questa avventura, avvincente, cruda, poetica e di denuncia al tempo stesso. Oltre alle riprese documentarie si esporranno stampe settecentesche della fauna del Golfo e fotografie degli anni trenta che ritraggono pescatori, il tutto dentro una struttura, opera della scenografa Donatella Espositi, che ricrea fedelmente un “casone”, una delle antiche dimore lagunari dei pescatori caorlotti, oggi utilizzate come luogo di ritrovo delle famiglie, dove si mangia buon pesce e vi beve buon vino.
“Reti & riti” è uno degli ambiziosi progetti di Primostudio; attualmente è in fase di post-produzione, la più difficile per i suoi aspetti economici. Per vedere la luce ha solo bisogno di trovare uno sposo, o meglio uno sponsor che abbracci il progetto.
Sono benvoluti proposte o suggerimenti in merito.
Consigli per girare un buon film documentario di Alberto Cavalcanti
1) Non trattare temi generali in modo generale. Si può scrivere un articolo sul servizio postale, ma un film sarà migliore se tratterà il destino di una singola lettera.
2) Non dimenticare che il documentarismo si basa su tre pilastri: quello sociale, quello poetico, quello tecnico.
3) Non prendere sotto gamba il soggetto scritto e non far conto sulla fortuna quando giri. Una volta messo a punto il trattamento, il film in pratica è già fatto. Però al momento delle riprese sii pronto a rifarlo da capo.