Mar 28

Parateatro

Le pratiche originarie dell’attore di Ewa Benesz Solo nell’incontro con noi stessi accade un incontro con un altro essere umano. Ciò avviene con l’aiuto degli elementi performativi: movimenti, danze, incantazioni, strutture linguistiche del canto antico, ritmo e uso dello spazio. Quando nel canto sento il profondo silenzio, quando il corpo si muove leggero e il movimento della danza prolunga il respiro, quando la mente concentrata dimentica se stessa, c’è qualcosa che si apre dentro e si può sentire il presente che fluisce. E’ un’attenzione risvegliata e allerta. E’ la percezione pura: uno stato dell’essere dove si liberano gli impulsi dell’agire che mi guidano, incarnati dentro di me. L’attenzione è nel corpo, non solo nella mente. Esistono contemporaneamente la veglia e la pace interiori. L’essere attivo e passivo. Vedo e sento ogni minuscolo movimento, il suono più lontano, l’impulso di qualcuno che è con me nello spazio. Anche lo spazio è vivo e presente. Preparo il corpo. Imparo ad eliminare inutili tensioni e ad unire il ritmo del movimento con il ritmo interiore. Movimento, danza, ritmo, svegliano la vitalità, alleggeriscono il corpo, che diviene pronto ad agire. Preparo la voce. Studio la risonanza e la vibrazione della espirazione sonora, per diventare la sorgente del suono, per diventare il suono. Tocco con la voce lo spazio. Ad un certo momento della preparazione tutto è come deve essere, ci si sente trasportati nell’azione, senza che si debba fare più nulla. Una sorta di libertà e di riposo interiore: è il momento dell’essere e dell’agire. Ritrovo l’anima del “bambino”, del “poeta interiore” che vive in noi. La base della ricerca è l’autolegenda di ciascuno di noi. (Ewa Benesz) L’ESPERIENZA si sviluppa attraverso l’incontro di un gruppo di persone che, per motivi artistici, professionali e personali, sentono l’esigenza di acuire la sensibilità e sperimentare nuove possibilità di crescita umana ed espressiva. Ciò avviene tramite azioni e tecniche che possono condurre ad un processo organico e spontaneo. Le radici storiche di questa ricerca sono nel grande Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski, ma nel senso mito-antropologico le origini risalgono alla notte dei tempi, quando i limiti tra rito, arte e teatro non erano ancora stati sanciti. EWA BENESZ, attrice polacca, laureata in Lettere all’Università di Lublino e diplomata in Arte Drammatica a Varsavia. Ha lavorato nell’Instytut Aktora-Teatr Laboratorium diretto da Jerzy Grotowski in Polonia. Nel ’70 ha fondato assieme a tre colleghi della Scuola d’Arte Drammatica di Varsavia lo Studio Teatrale. Negli anni ’75-76 ha insegnato all’Università di Lublino Teoria della Cultura e Storia del Teatro Contemporaneo. Dall’82 al’96 ha collaborato con Rena Mirecka. Dal ’97 conduce esperienze parateatrali e laboratori di teatro che si svolgono in varie città e luoghi d’Europa. In Italia collabora con le Università di Napoli, di Catania e di Venezia. Vive in una casa tra le montagne in Sardegna dove sta sviluppando una ricerca pratica ispirata agli antichi testi sanscriti dei Veda. INFORMAZIONI Il lavoro dura tre serate dalle 17,30 alle 21,30 circa da sabato 23 aprile a lunedì 25 aprile. Totale 12 ore. Max 15 partecipanti. Il costo di seminario è di 140 euro. Ewa Benesz tel: 368/684180 – 339/2273126 E-mail: evabenesz@yahoo.it Occorre portare vestiti comodi per il movimento, una coperta, una cintura, le donne una gonna lunga per le danze. Un tamburo o altro tipo di percussione o strumento musicale, non è necessaria una specifica conoscenza dello strumento.