Mar 27

Grotowski

Jerzi Grotowski: Jerzi Grotowski

Jerzi Grotowski

 
Con l’arte come veicolo siamo solo a un’estremità della lunga catena e questa estremità dovrebbe rimanere in contatto – in un modo o nell’altro – con l’altra estremità, che è l’arte come rappresentazione. Entrambe le estremità appartengono alla stessa vasta famiglia. Dovrebbe essere possibile il passaggio, il flusso: delle scoperte tecniche, della coscienza artigianale. Bisogna che tutto questo possa fluire, se non vogliamo essere completamente tagliati fuori dal mondo. Ricordo quel capitolo del cinese I Ching, l’antico libro dei Mutamenti in cui si dice che il pozzo può essere ben scavato e l’acqua dentro di esso pura, ma se nessuno attinge l’acqua di quel pozzo, andranno ad abitarla i pesci e l’acqua si guasterà.  (Jerzy Grotowski)
 
 
La RICERCA
“L’avventura”
Lavoro sull’ azione fisica, svolto in sala e in esterni. Cesenatico ‘83
“Atelier”
Ideato e diretto dal Centro di Cultura Attiva
“Il Porto”
Presentazione opera prima. Volterra ‘84
“Città - Città”
Azione teatrale esterni/interni centro storico della città. Firenze ‘85
“Il Ponte”
Lavoro di parateatro di e con Ewa Benesz. Azione scenica sulla propria biografia. Cagliari ‘89/’92
“Le Nozze”
di Stanislaw Wyspianski progetto e regia di Ewa Benesz. Presentato a Primostudio. Milano ‘96/’97

 

Il battesimo teatrale di Loredana Butti avviene in una sala della Triennale di Milano durante l’ultima replica di Apokalipsis cum figuris, evento con cui Grotowski si congeda dalla scena per avviare la grande esperienza del para-teatro.
Passano molti anni e il Teatro di Pontedera la invita ad un incontro con il grande Maestro polacco, nel quale ha modo di sperimentare meccanismi e magie della pre-espressività.
L’intera ricerca di Loredana Butti si nutre del prezioso insegnamento e degli influssi del grande artista polacco.
Punto di partenza di questo lungo processo è il lavoro sulla percezione, l’ascolto, la rinuncia a forme prestabilite o a gesti estetici, è una fase in cui ancora non si crea, ma si lascia uscire, si asseconda il flusso, come un fiume che scorre dalla sua sorgente verso il mare.
Si passa poi all’azione fisica che nasce dal testo, dalla storia, dall’intenzione, si delinea dapprima in posa per contenerne tutta l’energia e da qui scaturisce poi il movimento, il ritmo, la vita.