Mar 27
Grotowski

Jerzi Grotowski
Con l’arte come veicolo siamo solo a un’estremità della lunga catena e questa estremità dovrebbe rimanere in contatto – in un modo o nell’altro – con l’altra estremità, che è l’arte come rappresentazione. Entrambe le estremità appartengono alla stessa vasta famiglia. Dovrebbe essere possibile il passaggio, il flusso: delle scoperte tecniche, della coscienza artigianale. Bisogna che tutto questo possa fluire, se non vogliamo essere completamente tagliati fuori dal mondo. Ricordo quel capitolo del cinese I Ching, l’antico libro dei Mutamenti in cui si dice che il pozzo può essere ben scavato e l’acqua dentro di esso pura, ma se nessuno attinge l’acqua di quel pozzo, andranno ad abitarla i pesci e l’acqua si guasterà. (Jerzy Grotowski)
La RICERCA
“L’avventura”
Lavoro sull’ azione fisica, svolto in sala e in esterni. Cesenatico ‘83
“Atelier”
Ideato e diretto dal Centro di Cultura Attiva
“Il Porto”
Presentazione opera prima. Volterra ‘84
“Città - Città”
Azione teatrale esterni/interni centro storico della città. Firenze ‘85
“Il Ponte”
Lavoro di parateatro di e con Ewa Benesz. Azione scenica sulla propria biografia. Cagliari ‘89/’92
“Le Nozze”
di Stanislaw Wyspianski progetto e regia di Ewa Benesz. Presentato a Primostudio. Milano ‘96/’97